martedì 27 giugno 2017

[Le birre rivisitate]: Glazen Toren Saison d'Erpe-Mere

Di solito sul blog presento spazio sempre birre diverse senza ritornare su quelle già ospitate e il motivo è abbastanza semplice: non credo che a chi legge interessi ritrovare  la stessa birra a breve distanza di tempo.  
Penso che sia però interessante confrontare gli appunti di bevuta a distanza temporale: non solo a volte cambiano le birre ma, soprattutto, cambia il palato di chi beve sotto l’influenza dell’esperienza e di quello che il mercato propone. E cambiano anche i birrifici: s'ingrandiscono, vengono acquistati, evolvono! 
Mi ritrovo quindi a bere una  Saison d'Erpe-Mere di De Glazen Toren per metterla a confronto con quanto da me annotato quattro anni fa. Una saison prodotta dal 2004, anno in cui il piccolo birrificio venne fondato da Jef Van De Steen e Dirk de Pauw assieme al socio Mark De Neef; Van De Steen è un personaggio che non credo abbia bisogno di presentazioni agli appassionati di birra belga, e non solo. Ai neofiti consiglio la lettura di qualcuno dei sui libri, purtroppo non disponibili in italiano, come ad esempio  Geuze & Kriek, The Secret of Lambic, Belgian Abbey Beers e Trappist: The Seven Magnificent Beers. 
La Saison d'Erpe-Mere dovrebbe utilizzare malto Pils (87.5%) e frumento maltato (12.5%), luppoli Hallertau (belga), Saaz (ceco) e Target (inglese):  una saison abbastanza giovane, nata nel 2004, che tuttavia ritengo personalmente già un “classico”. Una saison prodotta da un birrificio fiammingo che riesce tuttavia a catturare perfettamente lo spirito (francofono) della Vallonia e dell’Hainaut, la culla natale di questo stile-non-stile brassicolo: “è una vera Saison, molto più vera di molte di quelle prodotte nell’Hainau” disse Marc Rosier della Brasserie Dupont dopo averla assaggiata per la prima volta. “Non potevo ricevere un complimento migliore da Dupont”, ammette Van De Steen.

La birra.
Il suo colore è quello dell’estate, anche se non è il dorato del sole: arancio pallido e opaco, a ricordare il colore dei campi estivi sui quali si adagia la paglia “baciata” dal tramonto. Sopra di lei un’esuberante testa di candida schiuma bianca, cremosa e compatta, dalla lunga persistenza. Il naso apre con la delicata speziatura del lievito che ricorda il pepe e il coriandolo: si susseguono la scorza d’arancia, accenni di banana e cereali, fiori, una imprescindibile nota rustica che richiama la paglia, la terra, la campagna. Agile, vivacemente carbonata, piena di vita; in bocca scorre a grande velocità come una saison dovrebbe sempre fare, rinfrescando il palato con la sua delicata acidità. Pane e crackers, un tocco di miele, arancia e banana danno forma ad una bevuta ruspante e un po’ ruvida, che pungola il palato ad ogni sorso:  splendida la chiusura, molto secca e rustica, con un amaro di moderata intensità nel quale le note terrose incontrano quelle della scorza d’agrumi. Grande intensità, gran lavoro del lievito e grande saison, perché una saison si fa con i lievito. Pulita e rustica al tempo stesso, facilissima da bere, ideale compagna dei giorni d’estate: nella mia personale classifica di gradimento rimane ancora un mezzo gradino sotto la Dupont, anche se quest’ultima in Italia è spesso un po’ maltrattata da chi la importa e/o distribuisce. 
E il non trovare quasi nessuna differenza rispetto agli appunti di bevuta di quattro anni fa è ovviamente un grande merito: una birra coerente con se stessa e costante, una certezza da ritrovare in ogni momento.
Formato: 75 cl., alc. 6.5%, imbott. 21/01/2017, scad. 21/01/2019, prezzo indicativo 7.00-9.00 Euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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