lunedì 24 luglio 2017

De la Senne Bruxellensis & Double Saison (Brasserie Mont Salève)

Brettanomyces Bruxellensis e Brasserie de La Senne, un binomio che negli ultimi dodici mesi è andato sempre più rafforzandosi: dopotutto questo è il microrganismo della birra di Bruxelles e del vicino Pajottenland, il lambic. Non è quindi una sorpresa che il birrificio della “rinascita” brassicola della capitale del Belgio abbia iniziato ad utilizzarlo; nel diciannovesimo secolo in città vi erano più di 100 birrifici attivi, tutti chiusi, trasferiti o assorbiti da qualche multinazionale uno dopo l'altro, ad eccezione di Cantillon, unico sopravvissuto sino al dicembre 2010 quando Bernard Leboucq e Yvan De Baets aprirono le porte della Brasserie de La Senne nei locali della Steenweg op Gent 565. 
Qualche mese fa vi avevo presentato Racines, una saison realizzata a febbraio 2016 con il birrificio toscano Brúton e rifermentata in bottiglia con brettanomiceti; nello stesso periodo quei “meravigliosi” microrganismi erano stati protagonisti di un’altra birra a quattro mani con la Brasserie du Mont Salève, solida realtà francese guidata dal 2010 da Michaël Novo.  Ad inizio dicembre 2015 il birraio Novo si reca a Bruxelles per realizzare una Double Saison che viene poi presentata ufficialmente in fusto il 27 gennaio 2016 al Moeder Lambic Fontainas; le bottiglie non tardano molto ad arrivare corredate da una bella etichetta che riesce ad unire le identità visive dei due birrifici. Sul classico schema usato da De La Senne appare la donna, quasi rivisitata in chiave futurista, protagonista di tutte le etichette di Mont Salève.

Le birre.
Si presenta di color arancio pallido e forma un’esuberante e quasi indissolubile testa di schiuma bianca che obbliga ad una lunga attesa prima di poter “comporre” il bicchiere. I diciotto mesi passati dall’imbottigliamento regalano un aroma dominato delle note funky e rustiche dei brettanomiceti, con cuoio e sudore in prima linea. Ad ingentilire il bouquet c’è qualche nota di fiori bianchi, di mela e di uva acerba; ancora più in sottofondo troviamo il dolce della polpa dell’arancia e del mandarino. Il gusto prosegue questo percorso senza grosse divagazioni: ne risulta una saison piuttosto rustica dominata da note terrose, di cuoio e di sudore che confinano in un angolo la componente fruttata (arancia, ananas). La bevuta è spigolosa, sostenuta da una vivace carbonazione e alla lunga diventa un po’ troppo monocorde e pesante: l’alcool (8%) non è nascosto come i belgi sanno fare e nel finale alza un po’ troppo la testa. Andrebbe sicuramente meglio ribaltando le proporzioni facendo in modo che il carattere fruttato e “gentile” dei brettanomiceti prendesse il sopravvento su quello meno “aggraziato” e funky, come ad esempio accadeva nella Racines.  E anche se nella Double Saison di De la Senne / Mont Salève ci sono una bella acidità e una bella secchezza a garantire quell’effetto rinfrescante e dissetante che è prerogativa di ogni saison, il risultato finale è un po’ incompleto e non del tutto soddisfacente.

Bruxellensis – Local Brett Beer  è invece la Belgian Ale che, dopo due collaborazioni, De la Senne realizza in solitudine: il suo debutto avviene a metà giugno 2016 dopo una rifermentazioni in bottiglia durata quattro mesi per dare il tempo ai Brettanomyces Bruxellensis di sviluppare il proprio “carattere”. Il suo colore è un arancio carico, velato e sormontato da schiuma pannosa e piuttosto generosa. I lieviti selvaggi si fanno subito annunciare apportando note terrose, di pelle e cuoio ad un aroma che si completa con i profumi di fiori bianchi,  arancia candita e albicocca, rilegati nelle retrovie. Il bouquet è comunque più “gentile” rispetto a quello della Double Saison. L’alcool (6.5%) è la nota stonata che rovina un po’ la festa al palato: troppo in evidenza, mostra addirittura più di quanto dichiarato in etichetta rallentando pericolosamente il ritmo di bevuta. Bene invece carbonazione (vivace) e sensazione palatale. Al gusto è protagonista il dolce della frutta candita (pesca, albicocca, arancia) al quale si contrappongono acidità e secchezza e soprattutto un finale dall’amaro piuttosto intenso, terroso e vegetale: la sua intensità è purtroppo inversamente proporzionale all’eleganza e satura il palato piuttosto rapidamente. E' una Belgian Ale che nel suo contesto procede per "eccessi": prima un po' troppo dolce, con una componente zuccherina che quasi annulla il carattere "funky" dei brettanomiceti e poi eccessivamente amara. Se l'idea era di avvicinarsi alla Belgian Ale brettata per eccellenza, la trappista Orval, la strada da percorrere è ancora piuttosto lunga: nel bicchiere c'è una birra godibile, ma un po' confusa.

Nel dettaglio:
Double Saison, 33 cl., alc 8%, imbott. 11/02/2016, scad.  11/02/2021, prezzo indicativo 4.00-5.00 euro (beershop)
Bruxellensis, 33 cl., alc. 6.5%, imbott. 29/06/2016, scad. 29/09/2018, prezzo indicativo 4.00-5.00 euro (beershop)

NOTA: la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio di questa bottiglia e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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