lunedì 10 ottobre 2016

Birrificio Epica: Eolo e Kore

A Sinagra, provincia di Messina,  nel cuore dei monti Nebrodi nasce nel luglio del 2013 il Birrificio Epica: il nome richiama ovviamente il periodo delle colonie siciliane della Magna Grecia ma, curiosamente, anche le iniziali dei tre soci fondatori  Elio Mosè, Pietro (Cardaci) e Carmelo (Radici).  Non sono riuscito a reperire in internet molte altre informazioni sul birrificio e sulle esperienze passate di chi lo ha fondato, quindi direi di passare direttamente alla sostanza, anche perché non mi capita spesso di assaggiare produzioni siciliane, regione anche lei finalmente scossa da una piccola “craft beer revolution”. Tutte le birre, prodotte su impianto di cottura da 5 ettolitri di BBC inox di Possagno, mantengono un legame con i personaggi della mitologia greca: la Pale Ale Eolo è dedicata al dio dei venti, l’American Pale Ale al ciclope Polifemo, la Weizen alla dea della terra e della fertilità Cerere (nome romano della dea greca Demetra), la Belgian Strong Ale a Tifeo (figlio minore di Gea e Tartaro) e l’Imperial Stout ad Ares, figlio di Zeus ed Era.  Non viene neppure tralasciato l’utilizzo di prodotti legati al territorio, come ad esempio le nocciole di Nebrodi che vengono utilizzate nella Brown Ale chiamata Pan. Molto pulite ed essenziali tutte le etichette, reduci da un restauro che nel 2015 ne ha snellito la parte grafica. 

La birra.
Partiamo con la birra con la quale il Birrificio Epica ha debuttato, ovvero la Pale Ale chiamata Eolo, dichiaratamente ispirata alle Pale Ales britanniche anche per quel che riguarda la luppolatura.
Il suo colore velato si colloca a metà strada tra il dorato ed il ramato, e forma una bella testa di schiuma leggermente biancastra, cremosa e compatta, dall’ottima persistenza. L’aroma, piuttosto fresco e pulito, regala soprattutto profumi floreali accompagnati da note agrumate (mandarino, arancia) e qualche suggestione tropicale (mango, papaia). Al palato ci trovo un po’ di bollicine in eccesso che contrastano con la dichiarata ispirazione anglosassone; la birra scorre comunque bene, anche se la morbidezza ne risulta un po’ compromessa. Biscotto e cereali costituiscono la base maltata che introduce un leggero fruttato nel quale frutta tropicale e agrumi (pompelmo, cedro) si dividono equamente la scena fino alla chiusura finale dove le note amaricanti, terrose ed erbacee, sono appena percepibili. Il livello di pulizia è piuttosto buono, la birra è valorizzata dalla freschezza (imbottigliata ad agosto ?) con una coefficiente di bevibilità davvero elevato. Quello che in alcuni tratti mi sembra venire a meno è l’intensità e la personalità; capisco la volontà del birrificio di creare una sorta di “gateway beer”, di una birra semplice e gradevole che possa traghettare chi ha bevuto sino a ieri birra “industriale”  verso il mondo “artigianale” senza sconvolgere troppo il suo palato abituato a birre dolci. Si privilegia quindi la delicatezza e l’equilibrio, senza cercare caratterizzazioni estreme, ma qui - a parte i leggeri esotismi dell'aroma - si rimane un po' troppo arroccati in un territorio sicuro a prova di rischi. Non cercate in lei la classica tradizione inglese (Bitter/Best Bitter/ o Pale Ale)  ma Eolo è una birra che indubbiamente svolge la sua funzione di gateway beer pur lasciando un po' indifferenti i palati più esperti con un finale  nel quale si lascia desiderare un po' più d'amaro. 

D'altra pasta è invece Kore (alias Persefone, sposa di Ade, dea minore degli Inferi e regina dell'oltretomba nella mitologia greca), ultima proposta del Birrificio Epica in ordine temporale e ancora non elencata sul sito ufficiale: viene presentata (credo) lo scorso agosto come una White IPA, ma l'etichetta elenca tra gli ingredienti anche l'utilizzo di malto di segale.
Il suo colore è un opaco arancio ed è sormontato da una generosa quantità di schiuma bianca, compatta e cremosa, dall'ottima persistenza. Al naso emergono note floreali e agrumate (arancia, bergamotto, pompelmo) con qualche concessione alla frutta tropicale (ananas). Per quanto mi sforzi di cercarle, non avverto la presenza di nessuna delle spezie che normalmente abitano il profilo aromatico di una Blanche/Wit; anche la componente espressiva del lievito mi sembra completamente sottomessa al dominio del luppolo, in un bouquet aromatico comunque molto piacevole, pulito e fresco. La bevuta inizia con il dolce di miele, caramello, frutta tropicale e polpa d'arancia, subito incalzato dalle noti ruvide e ruspanti della segale che ben interagiscono con la vivace carbonazione. Molto vivace al palato, scorrevole e facile da bere, chiude abbastanza secca (ma si potrebbe  fare ancora meglio) con un amaro terroso e leggermente zesty sempre accompagnato dalla speziatura della segale. Non so se sia effettivamente una White IPA, l'etichetta non lo dichiara e nulla nel bicchiere mi porta a pensare a quella tipologia di birra. A me sembra piuttosto una buona Rye IPA, con la segale in evidenza a caratterizzare una bevuta ruvida ma convincente, molto rinfrescante e dal buon livello di pulizia. La facilità di bevuta è buona (e ci mancherebbe, considerato l'ABV del 4.7%) mentre quel che si dovrebbe migliorare è la sensazione tattile, cercando di alleggerirla ulteriormente. 
Nel dettaglio:
Eolo, formato 33 cl., alc. 4.9%, lotto 118, scad. 08/2017, prezzo indicativo 3.50 Euro.
Kore, formato 33 cl., alc. 4.7%, lotto 114, scad. 08/2017, prezzo indicativo 3.50 Euro.


NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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