martedì 15 marzo 2016

Birra del Carrobiolo Coffee-Brett

Viene annunciata a novembre del 2013 la nuova birra del “Piccolo Opificio Brassicolo del Carrobiolo Fermentum”: se non erro, rappresenta anche la prima stout del birrificio brianzolo che agli storici impianti posizionati all’interno del convento ha affiancato da novembre 2014 il nuovo brewpub con cucina annessa nella centrale piazza in Indipendenza di Monza. 
Se le considerazioni di questo articolo sono corrette,  la realizzazione di una stout rappresenta per il birraio Pietro Fontana il punto d’arrivo  di un percorso iniziato negli anni ’90, quando da appassionato di Guinness ha iniziato con l’homebrewing per produrre una stout tra le pareti domestiche. 
Ma qui le cose sono un po’ diverse: la Stout è diventata imperiale (11% l’ABV della versione 2014) e viene prodotta con l’utilizzo di caffè della Torrefazione Artigianale Autogestita Malatesta di Galbiate e lieviti selvaggi, alias Brettanomiceti. Il nome scelto è assolutamente azzeccato nella sua semplicità che va di pari passo con quella dell’austera etichetta, dal rigore monastico,  in stridente contrasto con il colore della birra: Coffee-Brett.

La birra.
Non è nera ma poco ci manca, mentre il piccolo cappello di schiuma color cappuccino che si forma è abbastanza scomposto e grossolano, poco persistente. La "porta del naso" viene aperta dai lieviti selvaggi che apportano note di cuoio e di pellame, subito incalzate da quelle più convenzionali di caffè e tostature; in sottofondo c'è il cioccolato fondente, la carne affumicata e, per chiudere il cerchio, un rapido ritorno al selvaggio sotto forma di sudore. L'ottimo livello di pulizia permette di decifrarne la complessità senza grossi sforzi. 
Il sito del birrificio la descrive come  “impegnativa” ma chi ama le Imperial Stout troverà invece una birra per nulla difficile da sorseggiare e molto appagante nelle sue note di caffè e cioccolato amaro, tostature e frutta sotto spirito (uvetta, prugna) accompagnate da una patina di caramello dolce in sottofondo. Un filo d'affumicato tiene assieme tutti gli elementi di una bevuta che si può descrivere, contrariamente all’aroma, senza far ricorso agli insoliti descrittori che affiancano i lieviti selvaggi; c’è forse un accenno di cuoio al palato, ad affiancare la liquirizia, ma è più che altro la morbidezza di caffè e cioccolato ad accompagnarci sino al finale caldo e morbido di frutta sotto spirito che con la sua dolcezza porta ulteriore equilibrio in una bevuta altrimenti amara. La consistenza palatale oleosa è morbida, quasi setosa, il corpo non arriva al pieno permettendole di scorrere abbastanza bene  avvolgendo il palato con un morbido ed elegante abbraccio etilico, molto discreto nella sua intensità. 
Un'imperial stout davvero molto ben fatta e pulita: l'aroma presenta qualche sorpresa "selvaggia" mentre il gusto si muove in territori più convenzionali e rassicuranti: senza spingersi in paragoni da classifica di beer-rating, questa Coffee-Brett per me entra con pieno merito tra le migliori imperial stout prodotte in Italia.
Formato: 37.5 cl., alc. 11%, lotto 1402, scad. 12/2017,  5.90 Euro (foodstore, Italia)


NOTA:  la descrizione della birra è basata esclusivamente sull’assaggio della bottiglia in questione e potrebbe non rispecchiare la produzione abituale del birrificio.

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